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Giorno della Memoria
In ricordo di Doro Levi27 gennaio 2018

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte” dall’art. 1 della legge n. 211 del 2000

Nel “Giorno della Memoria” il Museo Archeologico di Cagliari vuole ricordare la figura di un grande uomo e studioso, Teodoro Davide Levi, costretto a lasciare la propria patria e a interrompere bruscamente la ricerca archeologica in terra sarda a causa dell’emanazione delle leggi razziali, che impedivano agli ebrei di svolgere pubblici incarichi.

Doro Levi nacque a Trieste nel 1898. Studiò tra Firenze e Atene e nel 1926 entrò nella pubblica amministrazione come Ispettore presso la Regia Soprintendenza alle Antichità d’Etruria.
Arrivò in Sardegna nel 1935 con l’incarico di professore ordinario di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso l’Università degli Studi di Cagliari ed in seguito al collocamento a riposo di Antonio Taramelli, fu nominato Soprintendente reggente alle Antichità e Opere d’arte della Sardegna.
A Levi si devono gli importanti scavi della necropoli neolitica di Anghelu Ruju ad Alghero, ben tre campagne di scavo nel villaggio Serra Orrios a Dorgali e lo scavo delle necropoli puniche di Olbia. In questa occasione Doro Levi si battè per salvare le aree funerarie, soggette alla distruzione da parte del comando militare che le stava utilizzando come cave di pietra per la costruzione degli aeroporti militari cittadini. Non riuscì a bloccare completamente i lavori, ma ottenne l’autorizzazione a scavare una parte dell’area archeologica, dove, tra gli altri reperti, rinvenne un corredo funerario comprendente uno specchio in bronzo riccamente decorato e la preziosissima collana in pasta vitrea esposta al Museo di Cagliari.

La parentesi sarda di Doro Levi ebbe fine nel 1938, quando a causa delle Leggi razziali fasciste fu rimosso dal suo ruolo di Soprintendente e di professore universitario. Lasciò quindi l’Italia per gli Stati Uniti.
Rientrò in Italia al termine della guerra e si adoperò con successo per la conservazione di importanti monumenti dell’isola, primo fra tutti dell’Anfiteatro romano di Cagliari.
Morì a Roma il 3 luglio 1991.

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