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Alghero

Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Alghero risalgono al Neolitico antico e sono state ritrovate nella Grotta Verde nel promontorio di Capo Caccia, usata come luogo di sepoltura e forse anche come luogo di culto, visto il ritrovamento di svariati graffiti a decorarne le pareti.

Sono stati portati alla luce i resti di numerosi altri siti archeologici, come la necropoli neolitica a domus de janas di Anghelu Ruju, la più vasta finora ritrovata, composta da 38 tombe, riutilizzata fino all’età del Bronzo.

Al periodo nuragico risalgono numerose tombe dei giganti (Carraxiu, Paula Tolta, Serra Ona, etc.) e nuraghi (Barualdu, Biancu, Crabile de Rodeddu, Cubalciada, Fighera, etc.), tra cui spicca il nuraghe trilobato di Palmavera, con un esteso villaggio.

A poca distanza nella baia di Porto Conte si trova il sito di Sant’Imbenia, datato all’età del Ferro, un’importantissima testimonianza di “emporion” in cui le genti nuragiche commerciavano con i mercanti orientali, in particolare fenici.

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