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Arzachena

Il territorio di Arzachena fu frequentato fin dall’epoca preistorica e protostorica, ne sono prova i numerosi resti archeologici.

Li Muri è una necropoli a circoli megalitici, legata ad una facies locale della cultura di San Michele, Neolitico recente e finale (4300-3500 a.C.). Le sepolture a cista litica sono circondate da pietre disposte in circolo e originariamente ricoperte da un tumulo. È probabile che si tratti di sepolture pensate apposta per personaggi di elevato rango sociale.
Le sepolture di epoca nuragica più importanti sono la tomba di Li Lolghi, monumento che presenta una prima fase riferibile alla cultura di Bonnanaro (Bronzo Antico 1800 – 1700 a.C.) costituita da una cista dolmenica e una seconda fase, che vide la cista inglobata in una camera sepolcrale absidata con esedra frontale datata al Bronzo Medio (1500 – 1600 a.C.).

L’altra tomba dei giganti molto importante è quella di Coddu Vecchiu (1800-1300 a.C.), con la sua maestosa stele centinata, si trova in prossimità del nuraghe La Prisgiona. Il nuraghe e il villaggio nuragico sono datati tra il Bronzo medio e finale. Tra gli elementi di maggior rilievo si possono annoverare il pozzo, utilizzato per l’approvvigionamento idrico e la cosiddetta capanna delle riunioni.
Il nuraghe Albucciu (1300-900 a.C.) sorge a ridosso di una sporgenza granitica che ne condiziona la struttura generale. È da segnalare la presenza ancora in situ dei mensoloni che dovevano sorreggere la terrazza sommitale. La quantità e la qualità dei manufatti rinvenuti testimoniano, inoltre, la presenza di una società semplice, che fondava la propria economia sulla pastorizia e sull’agricoltura.

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